Per noi speleologi risulta a volte difficile far comprendere cosa ci spinge a trascorrere il nostro tempo libero sottoterra, al buio e al freddo, spesso ricoperti di fango con le costole e i gomiti contusi per aver lottato a lungo con una strettoia o magari appesi su una corda in un pozzo infinito in compagnia dei pipistrelli.
Quelle che danno le grotte sono emozioni spesso ataviche, forti, difficili da spiegare ma sicuramente soggettive, legate al gusto per l’ignoto ma anche a quel richiamo che la madre terra esercita da sempre su di noi.
Forse questo nostro video potrà riuscire a darne un’idea meglio di mille argomentazioni.